La mia storia

Mi chiamo Niccolò Invidia e sono nato a Varese il 13 novembre 1989, quattro giorni dopo la caduta del muro di Berlino.
Mi sono laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e subito dopo sono volato in Olanda, all’Università di Groningen, per affrontare un Master in Global Governance and Development.
Durante gli studi ho coltivato la mia passione per l’innovazione e il futuro del lavoro e dell’economia. Negli anni dell’Università ho anche scoperto Beppe Grillo, tramite i suoi spettacoli, e poi Gianroberto, e le idee di questi due “folli” mi cambiarono completamente il modo di percepire la politica e la nostra società. Così nel 2012 ho iniziato ad essere attivista.
Dopo l’università ho lavorato un breve periodo prima all’Istituto per l’Innovazione Economica e dopo al Rathenau Instituut a Den Haag, poi sono volato oltreoceano, a Washington, per lavorare al Millenium Project, un meraviglioso centro di ricerca sulle politiche del futuro e dell’innovazione. Successivamente mi sono trasferito a Bruxelles, per un’esperienza lavorativa come collaboratore per il Movimento nella Commissione per l’Industria, la Ricerca ed l’Energia. Concludo poi alla New York University dove ho presentato una ricerca sull’intelligenza artificiale applicata alle relazioni internazionali a febbraio 2018. Qualche settimana dopo sono stato eletto nel collegio elettorale Lombardia 2.
Oggi sono un Portavoce del Movimento alla Camera dei Deputati e sono membro della Commissione Lavoro e dell’intergruppo per l’innovazione. Nella Commissione Lavoro sono il responsabile M5S per le politiche sul futuro del lavoro. Inoltre sono uno dei deputati eletti per rappresentare il Movimento 5 Stelle nella delegazione italiana all’OSCE, cioè l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
Il mio pensiero, coerentemente quello del MoVimento, sposa un approccio post-ideologico inevitabile in una fase di transizione e ripensamento della società e dell’economia. Nel fare ciò ripongo grande fiducia nel potenziale delle tecnologie esponenziali nella risoluzione dei problemi della società. Rifiutando quindi il mantra di scarsità delle risorse, credo che, soprattutto nel prossimo futuro, sarà spesso possibile perseguire delle politiche di win-win per tutte le parti coinvolte e di abbondanza diffusa.
Nel ruolo di problem-solving delle maggiori questioni, nobilito l’impatto che le società private mission-driven e la ricerca possono avere.
Infine sostengo con forza un pensiero transumanista, ritenendo che le tecnologie avranno presto il potenziale di rivoluzionare la condizione fisica e intellettiva umana nonché di riconcettualizzare l’idea stessa di umano.
Le mie parole d’ordine sono: Ripensare, reinventare, abbondanza.


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